PSYCOVALIA: LA NUOVA RUBRICA RUGBY ADDICT!!

Immagine © Christian Behrens


Avete mai notato che tendiamo a vedere ovunque le cose che più ci interessano? Cose a cui magari nessun altro fa caso, tipo, chessò, gli adesivi metal – se ci piace la musica metal – sulle auto, la scritta "bimbi a bordo" quando ci sta per nascere un figlio e via dicendo?

Io ad esempio oggi, attraversando piazza Duomo a Milano, strapiena come sempre a mezzogiorno di piccioni e giapponesi, mica ho fatto caso a volatili e occhi a mandorla, no... e neppure ricordo la miriade di giacche, giubbotti, cappotti, spolverini e soprabiti e piumini e impermeabili che mi sono passati davanti coi loro centomila loghi cuciti sopra... Ne ricordo in effetti solo uno, uno che ho visto fin da subito, da lontano. Lo indossava un simpatico bimbetto intento a fischiettare, camminare veloce e centrare con un sonoro "splash" tutte le pozzanghere che poteva... Era il giubbetto blu del Cus Milano Rugby, e l'ho visto, unico tra tutti i centomila altri giubbetti blu, da cinquanta metri almeno...
Si chiama, questa, "attenzione selettiva"... - o forse no, sto sparando a caso, però potrebbe... Ancor meglio "attenzione elettiva", come le affinità, il nostro inseguire noi stessi, le nostre passioni, o manie, o fissazioni: i fantasmi, piacevoli, che ci abitano...

Un esempio supremo e sopraffino di questa vera e propria distorsione mentale ci viene da un aneddoto capitato a Dino Milanesi. Come è noto, l'Università di Cambridge tempo fa ha pubblicato un sorprendente studio secondo il quale non importa l'ordine delle lettere in una parola, l'unica cosa che conta è che la prima e l'ultima lettera siano al posto giusto. Tutte le altre lettere della parola possono essere invertite senza creare problemi alla lettura. Beh, a Dino è capitato che il cervello andasse non solo a riordinare le lettere esistenti, ma anche ad interpolare lettere mancanti. E il tutto per ottenere la parola... RUGBY! L'aneddoto è stato raccolto e deliziosamente scritto da Chicco Pessina nell'articoletto SINDROME RGY che potete con diletto e profitto andarvi a rileggere, o leggere, qui.

Questa nuova rubrichetta con cadenza variabile vuole così raccogliere le storie di questa nostra malattia rugbistica. Se quando vedete un uovo di Pasqua vi viene di farlo spinnare attraverso la cucina, se state leggendo un passo letterario che parla di tutt'altro e voi ci vedete una descrizione di rugby, qualcosa che parla dell'ovale, beh, siete sicuramente affetti dalla "Sindrome RGY"! Ci piacerebbe così farci raccontare queste vostre storie, e pubblicarle sul sito. Potrebbe essere una forma di psicoterapia di gruppo... per non guarirne mai!!

P.S.: Nel caso mandate una mail alla redazione Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; tutti i contributi saranno letti e, se in linea con la rubrica, pubblicati! Vanno bene anche cose brevissime!!

Immagine qui sopra: © Christian Behrens 

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Commenti   

# RUGB-RICA 2013-04-11 14:27
la rugby-rubrica.. . :-) la sindrome impazza...
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# brain reader 2013-04-11 15:51
Sceodno una rcircea dlel’Uvitrisenà di Cmbairgde non impromta l'odirne dlle lrteete in una proala, l’uicna csoa che cntoa è che la pimra e l’utlmia ltetrea saino al psoto gusito. Ttute le atlre lrteete dlela poalra psonoso esrsee itinvtere snzea carere prleobmi alla letutra. Qstueo acdcae pcherè la mtene non lgege ongi lteetra senigolnarmte ma la proala cmoe un ientro qudini il clrveelo è cnouqmue in gdrao di asblsemare le lterete e iernttaprere la ploara crottrea.
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