presentazione del libro di Genesio Rossi “ Amatori Rugby Milano. La storia e la leggenda di una squadra che non c’è più”

 

Giovedì 12 Ottobre ore 19.00 Club House RR47 di Via Trecate 52 a Rho

Nell’ambito delle celebrazioni per il settantesimo del Rugby Rho presentazione del libro di Genesio Rossi “Amatori Rugby Milano. La storia e la leggenda di una squadra che non c’è più”
Segue terzo tempo.


Se è vero che i giocatori di rugby non muoiono, ma passano il pallone, allora dovrebbe essere vero anche che: gli arbitri passano il fischietto; i Tmo, il telecomando; i guardalinee, la bandierina; i segnalinee, la calce (o la vernice per i campi sintetici); i massaggiatori, il secchio dell'acqua o la spugna; i medici, la cassetta o le "bombe"; e gli spettatori, il cuscinetto o il boccale di birra. Quello che resta, comunque, dovunque, è la società.

Gli inglesi – il gioco lo hanno inventato da quelle parti – non la chiamano società, ma club. Per quanto sia giusto sforzarsi di usare parole italiane, nel rugby non è poi così facile. A cominciare dalla parola rugby, che nelle traduzioni pallovale o palla ovale o rugbi perde molto delle sue radici scolastiche e dei suoi accenti aspirati del Warwickshire. E club suona più nobile, più spirituale, più familiare di società. Perché non è solo un'associazione sportiva, per la stragrande maggioranza dei casi ancora dilettantistica, ma anche educativa e culturale, pratica e democratica, moderatamente alcolica e forse perfino artistica, a suo modo religiosa se non addirittura mistica. E' una comunità e un clan, un'università (tant'è che alcune ospitano un'accademia), una grande famiglia aperta e trasversale, un'isola, un rifugio. E' anche una maglia, due o tre colori, un simbolo, una data (di nascita), un codice di appartenenza, un inno (di solito sconcio). In Italia il club è nato come "polis", la città-stato dell'antica Grecia, è diventato anche feudo, una concessione dal sovrano ai vassalli e dai vassalli ai valvassori e dai valvassori (il Valvassori Peroni c'entra e non c'entra) ai valvassini, adesso si parla di franchigie, ma il club ti rimane addosso, dentro, per sempre. Una sorta di – in progressione - domicilio, residenza, cittadinanza, nazionalità. C'è chi ci nasce e spesso c'è chi, appunto, ci passa il pallone.
Ma il club – grazie al dio del rugby, a William Webb Ellis, a Richie McCaw: fate voi - rimane. L'Amatori Rugby Milano, per esempio. Già l'uso dell'articolo singolare per una parola plurale, che poi è un nome collettivo, la dice lunga sulla sua natura comunitaria. Al di là dei diciotto titoli nazionali, al di là della Coppa Italia, al di là del Giuriati e dell'Arena, al di là di Stefano Bellandi e Maci Battaglini, di Julien Saby e Marco Bollesan, di Massimo Giovanelli e dei gemelli Cuttitta, di David Campese e Diego Dominguez, al di là del bianco e nero, rimane l'anonima, entusiastica, appassionata forza di tutti quelli che per novant'anni, più o meno gloriosamente, hanno vissuto e fatto vivere il club. Fra allenamenti e partite, panini e bibite, docce (fredde) e tè (caldi), minirugby e giovanili, prima squadra e squadra riserve, trasferte e sponsor, primi e secondi tempi, primi e secondi piatti cioè terzi tempi, lotterie e sottoscrizioni, cene sociali e feste bestiali, cravatte e francesine, salti del primo centro e salti del pasto, ascensori e patiboli, matricole e veli, "strusele" (calci rasoterra), "pesciade" (calci lunghissimi, spesso di liberazione) e "sgagète" (finte di corpo che ingannano sé stessi), "up-and-under" (calci al cielo), "pick-and-go" (raccogli e vai) e "off-load" (scarica), buchi e forbici, ginocchio "sborellato" e orecchia "panada", penetrazioni e dentro-e-fuori, furbe e storte, griglie e grigliate, "trì cò" (tre teste: richiamo per la prima linea quando si conquistavano le posizioni a capocciate) e "cò de butùm" (teste di calcestruzzo: complimento per i piloni). E anche con un libro così.
Insomma: una divina commedia, ma umana e bislunga. E – si spera – una divina commedia umana, bislunga e infinita. Il tempo non è poi sempre così tiranno.
Marco Pastonesi e Chicco Pessina

Questo articolo è stato visto: 108 volte

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

Sito web realizzato da Roberto Codognesi - CRC group